Le braccia sono il biglietto da visita di chi si allena, e dopo i 40 sono spesso la prima delusione: alleni i bicipiti da mesi, ma il braccio resta piatto e quella “palla” che riempie la maglietta non arriva. Quasi sempre non è genetica sfortunata — è che fai sempre lo stesso curl, con poco volume, recuperi tirati e zero criterio. Il bicipite è uno dei muscoli che risponde meglio quando lo carichi nel modo giusto, a qualunque età: serve solo smettere di sbagliare le stesse cose.
Ecco i 7 consigli che do ai miei clienti per costruire braccia vere: i principi che fanno la differenza tra un curl buttato lì e un allenamento che mette centimetri. Niente trucchi da rivista, solo quello che funziona — tarato sull’uomo che dopo i 40 vuole tornare forte.
In breve, i 7 consigli per allenare i bicipiti: (1) dai alle braccia abbastanza volume, circa 10-15 serie a settimana; (2) esegui il curl in controllo, senza slancio, curando la fase negativa; (3) varia l’angolo del braccio (curl in piedi, su panca inclinata, alla Scott) per riempire tutto il muscolo; (4) scegli l’attrezzo giusto — bilanciere EZ e manubri prima del bilanciere dritto se i polsi si lamentano; (5) rispetta recuperi pieni di 2-3 minuti sulle serie pesanti; (6) allena anche brachiale e avambraccio con l’hammer curl per dare spessore; (7) cura proteine, recupero e gomiti, perché dopo i 40 il muscolo cresce ancora ma chiede attenzione. Applicali tutti e il braccio risponde.
1. Dai ai bicipiti abbastanza volume
Il primo errore di chi ha braccia piccole è quasi sempre lo stesso: troppo poche serie. Tre curl buttati alla fine dell’allenamento non bastano a far crescere niente. Il bicipite è un muscolo piccolo, recupera in fretta e tollera — anzi, chiede — un buon numero di serie.
Secondo PubMed, una meta-analisi sul rapporto tra volume e ipertrofia ha mostrato una chiara relazione dose-risposta: più serie settimanali per gruppo muscolare, maggiore la crescita, con un beneficio che continua a salire avvicinandosi alle 10 e più serie a settimana (Schoenfeld 2017, DOI). Per le braccia punta a circa 10-15 serie settimanali di lavoro diretto, distribuite su due sedute. È la zona di volume dove la maggior parte degli uomini smette di “non vedere risultati”. Per il quadro completo su come strutturare la crescita vedi la guida su come aumentare la massa muscolare.
2. Esegui il curl in controllo, senza slancio
Il curl sembra l’esercizio più facile del mondo, e proprio per questo quasi tutti lo fanno male. L’errore numero uno è lo slancio: si ondeggia col busto per “tirare su” il peso, e il bicipite riceve solo una frazione della tensione. Come dico sempre ai miei clienti, il bicipite non sa quanti chili hai sul bilanciere — sa solo quanta tensione gli arriva.
Tieni i gomiti fermi al fianco (sono il punto fisso attorno a cui ruota l’avambraccio), sali contraendo il muscolo senza strappare, stringi in alto per un istante e soprattutto scendi lentamente: la fase negativa, l’eccentrica, è dove si costruisce. Se per sollevare il peso devi inarcare la schiena, è troppo carico: scendi di peso e fallo pulito. Dieci ripetizioni controllate valgono più di sei strappate. Approfondisci il concetto di tensione nel tempo nell’articolo sul time under tension.
3. Varia l’angolo del braccio
Questa è la cosa che separa chi ha braccia “piene” da chi ha solo una pallina al centro. Il bicipite attraversa due articolazioni (spalla e gomito), quindi la posizione della spalla cambia quanto il muscolo è allungato in partenza — e allenarlo da angoli diversi lo fa crescere in punti diversi.
Secondo PubMed, uno studio controllato di 8 settimane ha confrontato il curl alla panca Scott (preacher) e il curl su panca inclinata, misurando lo spessore del muscolo in più punti: il curl inclinato ha fatto crescere di più la parte alta (prossimale) del bicipite, mentre il preacher ha fatto crescere di più la parte bassa (distale), vicino al gomito (Kassiano 2025, DOI). Tradotto: in un programma settimanale tieni almeno un curl “neutro” (in piedi o coi manubri), un curl da braccio allungato (panca inclinata) e un movimento da braccio in avanti come lo spider curl o la panca Scott. Così riempi il braccio per intero, non solo a metà.
4. Scegli l’attrezzo giusto per i tuoi polsi
Bilanciere, manubri, bilanciere EZ: non sono intercambiabili, e dopo i 40 la scelta conta anche per le articolazioni. Secondo PubMed, uno studio EMG ha confrontato curl con manubri, bilanciere dritto e bilanciere EZ: la variante EZ ha prodotto un’attivazione di bicipite e brachioradiale maggiore rispetto al manubrio su tutto l’arco del movimento (Marcolin 2018, DOI).
La regola pratica: il bilanciere (meglio l’EZ se il dritto ti dà fastidio ai polsi, problema frequente a questa età) è il costruttore di massa, perché permette di caricare più peso e applicare il sovraccarico progressivo. I manubri permettono la supinazione completa del polso — ruotare il palmo verso l’alto durante la salita, sfruttando appieno la funzione del bicipite — e correggono gli squilibri tra braccio destro e sinistro. In un buon programma li usi tutti.
5. Rispetta i recuperi sulle serie pesanti
Chi vuole “braccia gonfie” tende a tirare i recuperi al minimo, convinto che il bruciore sia sinonimo di crescita. Sulle serie pesanti è un errore. Secondo PubMed, uno studio su uomini allenati ha confrontato recuperi di 1 e di 3 minuti misurando, tra l’altro, lo spessore dei flessori del gomito: i recuperi di 3 minuti hanno prodotto più forza e più ipertrofia rispetto a quelli di 1 minuto (Schoenfeld 2016, DOI).
Sulle serie di curl pesante, quindi, non avere fretta: prenditi i tuoi 2-3 minuti tra una serie e l’altra. Recuperare bene ti permette di mettere più tensione e più carico sulla serie successiva, ed è lì che il muscolo cresce. Il pompaggio breve con recuperi tirati ha il suo posto (le serie finali “di finitura”), ma il grosso del lavoro si fa con recuperi pieni.
6. Non dimenticare brachiale e avambraccio
Un braccio grosso non è solo “bicipite”. Sotto e accanto al bicipite lavorano il brachiale (che lo spinge in fuori) e il brachioradiale dell’avambraccio: sono loro a dare spessore e larghezza. Se alleni solo i curl con supinazione, lasci indietro metà del braccio.
La soluzione è l’hammer curl: con la presa a martello (palmi che si guardano) sposti il lavoro proprio su brachiale e brachioradiale. Nello studio di Marcolin la variante EZ attivava molto anche il brachioradiale (DOI), a conferma che gli attrezzi e le prese giuste reclutano i muscoli “di contorno” che riempiono il braccio. Inserisci almeno un esercizio a presa neutra ogni settimana: è il dettaglio che dà continuità tra bicipite e avambraccio.
7. Cura proteine, recupero e gomiti dopo i 40
Allenare bene il bicipite non basta se poi non gli dai i mattoni per crescere e il tempo per ricostruirsi. La paura comune è che a una certa età il muscolo non risponda più: è una balla. Secondo PubMed, una revisione sull’allenamento contro resistenza nell’adulto che invecchia ha mostrato che il corpo continua a guadagnare forza e massa magra anche oltre i 50 anni, con una relazione dose-risposta tra volume/intensità e risultati (Peterson 2011, DOI).
Due accortezze concrete per il 40+. La prima: scalda bene gomiti e polsi prima di caricare e passa all’EZ se il bilanciere dritto ti dà fastidio — i tendini del gomito sono spesso il punto debole a questa età. La seconda: cura il recupero e la materia prima. Il muscolo si costruisce col riposo e con le proteine: punta a circa 2 g per kg di peso da fonti nobili (carne, uova, pesce), e rispetta i tempi di recupero muscolare, distribuendo il lavoro sul braccio in multifrequenza. Chi fatica a raggiungere la quota proteica si appoggia spesso a una proteina di qualità come Spartan Pro, mentre chi vuole spingere forza e carichi sui curl pesanti abbina la creatina di Spartan Strength+ — sempre a supporto dell’allenamento, mai al suo posto.
Domande frequenti sull’allenamento dei bicipiti
Quante volte a settimana allenare i bicipiti?
Due volte a settimana è l’ideale per la maggior parte degli uomini 40+. Il bicipite è un muscolo piccolo che recupera in fretta, quindi distribuire il volume su due sedute rende più che concentrarlo in una sola. Considera anche il lavoro indiretto: trazioni e rematori caricano molto i bicipiti come muscoli di tiro, quindi tienili in conto nel volume settimanale.
Quante serie servono per far crescere le braccia?
Circa 10-15 serie settimanali di lavoro diretto, distribuite su due allenamenti. È la zona di volume dove la maggior parte degli uomini smette di lamentarsi che “le braccia non crescono”. Meno di così è spesso il vero motivo dei risultati fermi; molto di più rischia solo di affaticare i gomiti senza vantaggi proporzionali.
Meglio bilanciere o manubri per i bicipiti?
Servono entrambi e fanno cose diverse. Il bilanciere (meglio l’EZ se i polsi danno fastidio) permette di caricare più peso e di applicare il sovraccarico progressivo: è il costruttore di massa. I manubri permettono la supinazione completa del polso e correggono gli squilibri tra braccio destro e sinistro. In un buon programma li usi tutti e due.
Perché i miei bicipiti non crescono?
Nella maggior parte dei casi per tre motivi: volume troppo basso (poche serie a settimana), tecnica con troppo slancio (poca tensione reale sul muscolo) e poca varietà di angoli (stimoli sempre lo stesso punto). Aggiungi proteine insufficienti e recupero scarso e hai il quadro completo. Sistema queste cose prima di pensare alla genetica.
L’hammer curl allena i bicipiti?
L’hammer curl coinvolge il bicipite, ma sposta gran parte del lavoro sul brachiale (sotto il bicipite) e sul brachioradiale dell’avambraccio. Sono proprio questi muscoli a dare spessore e larghezza al braccio. Per questo l’hammer è un complemento prezioso ai curl classici: riempie il braccio dove i soli curl con supinazione non arrivano.
I curl bastano o servono anche gli esercizi base?
I curl sono il lavoro diretto e servono, ma le braccia crescono insieme al resto del corpo. Trazioni, rematore e stacco caricano i bicipiti in modo notevole come muscoli di tiro e costruiscono la base di forza su cui i curl aggiungono volume. Un braccio grosso nasce da un fisico allenato, non solo da montagne di curl. Trovi il metodo completo nella guida su come costruire massa sui bicipiti.
Conclusione
Costruire braccia vere dopo i 40 non richiede gioventù o trucchi: richiede metodo. Dai ai bicipiti abbastanza volume, esegui i curl in controllo, varia gli angoli, scegli l’attrezzo giusto per i tuoi polsi, rispetta i recuperi, allena anche brachiale e avambraccio e cura proteine e recupero. Applica questi 7 consigli con costanza e il braccio risponde — a ogni età.
Scalda i gomiti, scegli l’EZ se i polsi si lamentano e non avere fretta: stai costruendo un braccio che dura. Se cerchi un percorso completo per ricostruire forza e fisico dopo i 40, dai un’occhiata al programma Massa da Spartano e scopri il tuo somatotipo per tarare allenamento e dieta sul tuo corpo.
Forza e onore.
Filippo Pagani
Filippo Pagani — Personal trainer certificato CONI; nel 2021 ha ottenuto la certificazione di Menno Henselmans (tra i più importanti esperti di fitness a livello europeo). Con i suoi programmi, tradotti in 4 lingue, ha aiutato oltre 100.000 uomini e donne in tutto il mondo.
Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico o di un professionista qualificato. Prima di iniziare un nuovo programma di allenamento, soprattutto in presenza di patologie o problemi a gomiti, polsi o spalle, consulta un professionista.
Referenze scientifiche
Schoenfeld BJ, Ogborn D, Krieger JW (2017). Dose-response relationship between weekly resistance training volume and increases in muscle mass: A systematic review and meta-analysis. J Sports Sci. PMID 27433992. https://doi.org/10.1080/02640414.2016.1210197
Kassiano W, Costa B, Kunevaliki G, et al. (2025). Distinct muscle growth and strength adaptations after preacher and incline biceps curls. Int J Sports Med. PMID 39809454. https://doi.org/10.1055/a-2517-0509
Marcolin G, Panizzolo FA, Petrone N, et al. (2018). Differences in electromyographic activity of biceps brachii and brachioradialis while performing three variants of curl. PeerJ. PMID 30013836. https://doi.org/10.7717/peerj.5165
Schoenfeld BJ, Pope ZK, Benik FM, et al. (2016). Longer Interset Rest Periods Enhance Muscle Strength and Hypertrophy in Resistance-Trained Men. J Strength Cond Res. PMID 26605807. https://doi.org/10.1519/JSC.0000000000001272
Peterson MD, Gordon PM (2011). Resistance exercise for the aging adult: clinical implications and prescription guidelines. Am J Med. PMID 21396499. https://doi.org/10.1016/j.amjmed.2010.08.020


