Hai passato i 40, ti guardi allo specchio di profilo e le spalle sembrano spioventi, strette, “senza spalle”? È uno dei segnali che il tempo e la sedentarietà lasciano per primi: il trapezio si svuota e i deltoidi si appiattiscono, e tutta la figura ne risente. Le tirate al mento sono uno degli esercizi più diretti per riempire la parte alta della schiena e dare volume alle spalle, tirando un bilanciere o due manubri verso il mento lungo il corpo.
In questa guida ti spiego come si eseguono passo-passo, quali muscoli lavorano davvero, gli errori che vedo fare ogni giorno in sala — e soprattutto come farle senza maltrattare le spalle, che dopo i 40 vanno rispettate. Niente fronzoli: solo ciò che ti serve per costruire spalle larghe e un trapezio pieno.
Cosa sono le tirate al mento e perché ti convengono dopo i 40
Le tirate al mento (in inglese upright row) sono un esercizio di tirata verticale: impugni un bilanciere, un manubrio per mano o una sbarra al cavo basso, e lo tiri verso l’alto lungo il corpo portando i gomiti in alto, fino a circa l’altezza del petto o del mento. È uno dei pochi esercizi multiarticolari che colpisce in un colpo solo deltoidi e trapezio.
Per l’uomo che dopo i 40 vuole rimettersi in forma è un alleato prezioso. Le spalle larghe sono ciò che dà l’effetto “a V” e fa sembrare la vita più stretta, anche quando la pancia non è ancora sparita del tutto. E il trapezio pieno è il dettaglio che, sotto una camicia, fa la differenza tra un fisico molle e un fisico solido. Il rovescio della medaglia è che le tirate al mento, fatte male, sono tra gli esercizi che più infastidiscono la spalla: per questo la tecnica conta più del carico. Fatte bene, sono uno strumento eccezionale; fatte male, un modo veloce per farsi venire una tendinite.
In breve: è la tirata verticale del bilanciere (o dei manubri) verso il mento lungo il corpo. Lavora deltoidi e trapezio, dando larghezza alle spalle e spessore alla parte alta della schiena. Va eseguita con presa abbastanza larga e senza portare i gomiti sopra le spalle, per non stressare l’articolazione. Ideale per costruire spalle dopo i 40, a patto di curare la tecnica.
Quali muscoli lavorano le tirate al mento
Le tirate al mento sono una tirata verticale e coinvolgono soprattutto due gruppi muscolari:
- Deltoidi — soprattutto il capo laterale (quello che dà larghezza alla spalla) e il deltoide posteriore, che assistono il movimento verso l’alto.
- Trapezio — la parte alta e media, il muscolo che dà spessore e “pienezza” alla zona tra collo e spalle.
- Bicipiti — intervengono come assistenti nella flessione del gomito, tanto più quanto la presa è stretta.
La presa cambia tutto. Secondo PubMed, uno studio di elettromiografia su sedici uomini allenati ha confrontato tre larghezze di presa nelle tirate al mento (50%, 100% e 200% della distanza tra le spalle): più la presa è larga, più aumenta l’attivazione di deltoidi e trapezio, e di pari passo diminuisce il lavoro del bicipite (McAllister 2013, DOI). Tradotto: se vuoi colpire spalle e trapezio — il vero scopo dell’esercizio — una presa larga è la scelta migliore; una presa molto stretta sposta invece il carico sulle braccia e costringe i gomiti a salire troppo, proprio la posizione che la spalla detesta.
Come si eseguono le tirate al mento passo-passo
Ecco la tecnica corretta, quella che insegno ai miei clienti per costruire spalle senza rovinarsele:
- Impugna il bilanciere con una presa poco più larga delle spalle (presa prona, palmi verso di te), in piedi, schiena dritta e core contratto.
- Parti con le braccia distese, il bilanciere appoggiato sulle cosce, scapole basse e petto in fuori.
- Tira verso l’alto guidando con i gomiti, non con le mani: i gomiti salgono in alto e in fuori, il bilanciere resta vicino al corpo.
- Ferma il movimento quando i gomiti arrivano all’altezza delle spalle (bilanciere intorno alla parte alta del petto). Non serve — e non conviene — andare oltre fino al mento se la spalla ne risente.
- Pausa breve in contrazione, poi torna lentamente (2-3 secondi) controllando la discesa fino alla posizione di partenza.
Respira: espira tirando, inspira scendendo. La chiave non è quanto carico metti, ma quanto controlli il movimento e quanto tieni il bilanciere vicino al corpo. Le tirate al mento sono una tirata pulita, non uno strappo di slancio con le gambe.
Tirate al mento e spalle: il punto sulla sicurezza
Va detto chiaro, perché è la domanda che ricevo più spesso. Le tirate al mento hanno la fama di “fare male alle spalle”, e in parte è meritata — ma solo quando si sbaglia esecuzione. Il problema nasce dal portare i gomiti molto sopra la linea delle spalle con il braccio ruotato all’interno: in quella posizione lo spazio in cui scorrono i tendini della spalla si riduce e, ripetuto serie dopo serie con carichi pesanti, può irritarsi (è il classico “arco doloroso” che molti sentono alzando il braccio di lato).
La soluzione è semplice e la ripeto sempre: presa abbastanza larga e gomiti che non salgono sopra le spalle. Già fermandoti quando il bilanciere arriva alla parte alta del petto elimini la quasi totalità del rischio, e — come hai visto sopra — non perdi nulla in termini di lavoro su deltoidi e trapezio. Se hai un passato di problemi alla spalla, preferisci i manubri o il cavo, che lasciano ai polsi e alle spalle una traiettoria più naturale rispetto al bilanciere dritto. E se l’esercizio ti dà comunque fastidio, non insistere: le alzate laterali e gli altri esercizi per le spalle ti danno lo stesso risultato senza quella posizione critica.
Gli errori più comuni (e come evitarli)
Questi sono gli sbagli che vedo ripetere più spesso, soprattutto da chi parte senza una base:
- ✖ Tirare i gomiti troppo in alto, sopra le spalle → è la causa principale del fastidio alla spalla. Fermati con i gomiti all’altezza delle spalle.
- ✖ Presa troppo stretta → sposta il lavoro sui bicipiti e costringe i gomiti a salire troppo. Usa una presa poco più larga delle spalle.
- ✖ Usare lo slancio delle gambe → se devi “rimbalzare” col bacino per alzare il peso, è troppo. Riduci il carico e tira pulito.
- ✖ Allontanare il bilanciere dal corpo → il bilanciere deve risalire sfiorando il busto. Se si allontana, perdi tensione e carichi male la spalla.
- ✖ Far cadere il peso in discesa → metà del lavoro è nella fase negativa. Controlla la discesa in 2-3 secondi.
Quante serie e ripetizioni fare
Le tirate al mento sono un esercizio di tirata che si presta soprattutto all’ipertrofia. Trattandosi di un movimento che coinvolge la spalla, conviene tenersi su range di ripetizioni medio-alti e carichi controllati, evitando i singoli pesantissimi. Per l’uomo 40+ una buona dose è:
| Obiettivo | Serie | Ripetizioni | Recupero |
|---|---|---|---|
| Massa / ipertrofia | 3-4 | 10-12 | 90-120 sec |
| Resistenza / pompaggio | 3 | 12-15 | 60-90 sec |
| Forza (con cautela) | 3-4 | 6-8 | 2 min |
Per la massa, il range 10-12 ripetizioni con carico moderato e tecnica pulita è il punto di partenza più affidabile. Aumenta il peso solo quando controlli la fase negativa senza strappi. Come dico sempre ai miei clienti, stiamo correndo una maratona, non i 100 metri: sulla spalla, in particolare, la pazienza paga doppio.
Attenzione anche ai recuperi. Secondo PubMed, uno studio di otto settimane su uomini allenati ha confrontato pause di 1 minuto contro 3 minuti tra le serie: i recuperi più lunghi hanno prodotto guadagni maggiori di forza e ipertrofia (Schoenfeld 2016, DOI). Non avere fretta tra una serie e l’altra: dare tempo al muscolo di recuperare ti fa tirare meglio nella serie successiva, e questo conta più di “tenere alto il battito”.
Tirate al mento a casa o in palestra: le varianti
Il bilanciere è il modo classico in palestra, ma la tirata verticale si allena in tanti modi, alcuni più gentili con la spalla:
- Tirate al mento con manubri — un manubrio per mano: le braccia trovano una traiettoria più libera e naturale, ottima se il bilanciere dritto ti dà fastidio ai polsi o alle spalle.
- Tirate al cavo basso — con sbarra o corda al cavo: tensione costante per tutta l’escursione e meno stress sull’articolazione, la mia variante preferita per il 40+.
- Tirate al mento con banda elastica — banda sotto i piedi e tirata verso l’alto: la versione casalinga, perfetta per le alte ripetizioni e per scaldare la spalla.
- Tirate larghe (high pull) — con presa molto ampia e gomiti che restano alti e larghi: enfatizzano deltoide posteriore e trapezio scaricando ancora di più la spalla.
Se vuoi un quadro completo del lavoro sulla parte alta, leggi la guida su come allenare il trapezio e quella sull’allenamento per la massa delle spalle. E per la spinta sopra la testa, abbinaci il military press, il re degli esercizi per le spalle.
Le tirate al mento servono davvero per le spalle?
Sì, ma con un’avvertenza. Le tirate al mento sono un ottimo esercizio composto per deltoidi e trapezio, ma da sole non bastano a costruire spalle complete. Il deltoide ha tre capi (anteriore, laterale, posteriore) e va stimolato da più angoli: spinte sopra la testa per il davanti, alzate laterali per la larghezza, alzate posteriori per il dietro. Le tirate al mento sono un’ottima colonna, non l’intero edificio.
Affiancale ad almeno una spinta sopra la testa e a un esercizio di isolamento come le alzate laterali, e le spalle risponderanno meglio. Per organizzare il tutto nella settimana, dai un’occhiata all’allenamento in multifrequenza, che ti permette di distribuire il lavoro su più sedute leggere — un approccio che dopo i 40 le spalle apprezzano.
Le tirate al mento funzionano dopo i 40?
Sì, e parecchio. La paura comune è che dopo i 40 sia “troppo tardi” per mettere su muscolo. È una balla. Secondo PubMed, una revisione sull’allenamento contro resistenza nell’adulto che invecchia ha mostrato che il sovraccarico progressivo è molto efficace per aumentare forza e massa magra anche oltre i 50 anni, con una chiara relazione dose-risposta (Peterson 2011, DOI). Il corpo risponde a ogni età: basta dargli lo stimolo giusto, i carichi progressivi e — sulla spalla — il rispetto che merita.
A proposito di recupero: la spalla è un’articolazione delicata e ha bisogno di tempo per rigenerarsi. Dormi bene, non strafare e cura il magnesio — molti dei miei clienti usano un buon magnesio come MagMax per qualità del sonno e recupero. E per avere più spinta nelle serie e sostenere la crescita, la creatina di Spartan Strength+ resta uno dei pochi integratori che valgono davvero i soldi. Cura anche il recupero muscolare tra una sessione e l’altra e leggi i consigli per evitare infortuni, perché dopo i 40 le spalle non perdonano gli strappi.
Domande frequenti sulle tirate al mento
Le tirate al mento fanno male alle spalle?
Solo se eseguite male. Il fastidio nasce quando porti i gomiti molto sopra le spalle con la presa stretta: in quella posizione lo spazio dei tendini della spalla si riduce. Con una presa poco più larga delle spalle e fermando il movimento all’altezza delle spalle, sono un esercizio sicuro ed efficace. Se hai un passato di problemi alla spalla, preferisci manubri o cavo.
Quale presa usare nelle tirate al mento?
Una presa poco più larga delle spalle. Una presa larga aumenta il lavoro su deltoidi e trapezio e tiene i gomiti in una posizione più sicura; una presa stretta sposta il carico sui bicipiti e costringe i gomiti a salire troppo, proprio la posizione da evitare per la spalla.
Fino a che altezza devo tirare?
Fino a quando i gomiti arrivano all’altezza delle spalle, con il bilanciere intorno alla parte alta del petto. Non è necessario arrivare fino al mento: oltre quella linea aumenti lo stress sulla spalla senza guadagni reali su deltoidi e trapezio.
Meglio bilanciere o manubri per le tirate al mento?
Dipende dalle tue spalle. Il bilanciere fissa la traiettoria ed è comodo per caricare; i manubri e il cavo lasciano alle braccia un movimento più libero e naturale, più gentile con polsi e spalle. Se il bilanciere dritto ti dà fastidio, passa ai manubri o al cavo basso.
Quante volte a settimana posso fare le tirate al mento?
Una o due volte, all’interno delle sedute dedicate a spalle e parte alta, lasciando almeno 48 ore di recupero. In multifrequenza puoi distribuire il lavoro su due allenamenti più leggeri. Il muscolo cresce nel recupero, non durante l’allenamento.
Le tirate al mento bastano per le spalle?
No. Sono un’ottima base per deltoidi e trapezio, ma una spalla completa richiede anche spinte sopra la testa e alzate laterali e posteriori per stimolare tutti e tre i capi del deltoide. Usale come uno dei pilastri del lavoro per le spalle, non come unico esercizio.
Conclusione
Le tirate al mento non costruiranno spalle da sole, ma sono uno degli esercizi più diretti per dare larghezza ai deltoidi e spessore al trapezio — quel “pacchetto” sulle spalle che cambia tutta la figura. Il segreto è la tecnica: presa abbastanza larga, gomiti che non salgono sopra le spalle, bilanciere vicino al corpo e discesa controllata.
Cura l’esecuzione, scegli la variante giusta per le tue spalle, carica progressivamente e dai all’articolazione il recupero che merita. I risultati arrivano. Se vuoi un percorso completo per la massa, dai un’occhiata al programma Massa da Spartano e scopri il tuo somatotipo per personalizzare allenamento e dieta.
Forza e onore.
Filippo Pagani
Filippo Pagani — Personal trainer certificato CONI; nel 2021 ha ottenuto la certificazione di Menno Henselmans (tra i più importanti esperti di fitness a livello europeo). Con i suoi programmi, tradotti in 4 lingue, ha aiutato oltre 100.000 uomini e donne in tutto il mondo.
Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico o di un professionista qualificato. Prima di iniziare un nuovo programma di allenamento, soprattutto in presenza di patologie o infortuni alle spalle, consulta un professionista.
Referenze scientifiche
McAllister MJ, Schilling BK, Hammond KG, Weiss LW, Farney TM (2013). Effect of grip width on electromyographic activity during the upright row. J Strength Cond Res. PMID 22362088. https://doi.org/10.1519/JSC.0b013e31824f23ad
Schoenfeld BJ, Pope ZK, Benik FM, et al. (2016). Longer Interset Rest Periods Enhance Muscle Strength and Hypertrophy in Resistance-Trained Men. J Strength Cond Res. PMID 26605807. https://doi.org/10.1519/JSC.0000000000001272
Peterson MD, Gordon PM (2011). Resistance exercise for the aging adult: clinical implications and prescription guidelines. Am J Med. PMID 21396499. https://doi.org/10.1016/j.amjmed.2010.08.020



7 replies to "Tirate al mento con bilanciere: Esecuzione, muscoli coinvolti e rischi annessi"
Esercizio non utile, ma utilissimo per la mobilità della zona spalla/trapezio. Descrizione nei vari dettagli, degna di encomio.
Grazie Gino!
era il mio preferito quando frequentavo la palestra. Da due settimane ho finalmente iniziato gli allenamenti seguendo i tuoi programmi che ho comprato da tempo. Mese “0” preparazione poi mese “1” e “2” Endomorfi MASSA. Lo inserirò nel programma per la massa. Grazie Filippo
Ottimo Vittorio, grazie a te per la fiducia!
Grazie Filippo, ottima scheda descrittiva, molto utile, ricca di particolari che spesso a chi fa esercizi sottovaluta o non prende proprio in considerazione.
Sempre molto professionale.
Grazie Ivan!
Non potrei essere piu’ che d’accordo con quanto descritto.