Per anni ci hanno raccontato la stessa storia: se vuoi dimagrire, taglia i grassi. Prodotti “light”, latte scremato, niente tuorlo, niente carne rossa. Eppure guardati intorno: mai come oggi si mangia low-fat, e mai come oggi ci sono pance, energia a terra e testosterone in caduta.
Qualcosa non torna. E dopo i 40 questo “qualcosa” pesa il doppio.
In questo articolo ti spiego cosa sono davvero le diete low-fat, se funzionano per perdere grasso, e perché per l’uomo che si allena — soprattutto over 40 — tagliare i grassi è uno degli errori alimentari più costosi che puoi fare. Niente ideologia: solo cosa dice la ricerca e cosa vedo ogni giorno coi miei clienti.
Cosa sono le diete low-fat?
Le diete low-fat sono regimi alimentari che riducono drasticamente i grassi, di solito sotto il 20-25% delle calorie giornaliere, aumentando in compenso carboidrati e a volte proteine. Nascono dall’idea — oggi molto ridimensionata — che il grasso alimentare sia il principale responsabile di aumento di peso e problemi cardiovascolari.
L’idea di fondo era semplice e intuitiva: il grasso ha 9 calorie per grammo contro le 4 di carboidrati e proteine, quindi “meno grasso = meno calorie = dimagrisci”. Peccato che il corpo umano non sia una calcolatrice. Togliere i grassi significa toccare la materia prima con cui produci ormoni, costruisci le membrane delle cellule e mandi avanti il cervello.
Il risultato di decenni di crociata anti-grassi lo conosciamo: scaffali pieni di prodotti “senza grassi” ma carichi di zuccheri, e una popolazione più grassa e più stanca di prima. Per capire come dovrebbe essere costruito un piatto sensato, parti dalla mia guida su come creare un piano alimentare per la palestra.
Le diete low-fat funzionano per dimagrire?
No, non più di altre diete. Le diete low-fat fanno perdere peso solo perché riducono le calorie totali, ma a parità di calorie non sono superiori ad altri approcci. Anzi, i confronti a lungo termine mostrano che le diete a basso contenuto di carboidrati e più ricche di grassi portano a una perdita di peso leggermente maggiore.
Qui non è questione di opinioni. Una revisione sistematica con meta-analisi di 53 studi randomizzati e oltre 68.000 partecipanti ha confrontato le diete low-fat con altri approcci alimentari sul lungo periodo. Il verdetto: le diete low-fat non producono una perdita di peso maggiore rispetto a interventi con più grassi di pari intensità, e nei confronti diretti le diete low-carb portavano a un calo di peso significativamente superiore.[1]
Tradotto: la dieta senza grassi non ha nessuna magia dimagrante. Se perdi peso è solo perché stai mangiando meno, non perché hai eliminato il burro. E allora, se non ti fa nemmeno dimagrire di più, perché rinunciare a un nutriente che ti serve? Come dico sempre ai miei clienti: non buttare via il motore per risparmiare due gocce di benzina.
Perché i grassi sono fondamentali per chi si allena
I grassi alimentari sono la materia prima degli ormoni steroidei, testosterone in testa. Servono anche per assorbire le vitamine liposolubili (A, D, E, K), per la salute delle articolazioni e del cervello e per dare sazietà. Per un uomo che si allena, tenerli sotto la soglia minima significa sabotare la propria produzione ormonale.
Il testosterone non nasce dal nulla: deriva dal colesterolo e dai grassi che porti in tavola. È un dato di fisiologia, non un’opinione da palestra. Se togli il carburante, la fabbrica rallenta.
E lo dice anche la ricerca. In uno studio su uomini che si allenavano con i pesi, i livelli di testosterone a riposo erano positivamente correlati alla percentuale di grassi nella dieta e all’apporto di grassi saturi e monoinsaturi, mentre un’alta percentuale di proteine a scapito dei grassi si associava a testosterone più basso.[2] In pratica: i grassi nel piatto modulano il testosterone che gira nel sangue.
Ecco perché la mia posizione, e quella di tutto il sito, è netta: i grassi devono coprire almeno il 30% delle calorie, circa 1 g per kg di peso, da fonti nobili come carne rossa, pesce azzurro, uova, olio d’oliva e frutta secca. Non è un vezzo: è protezione del tuo motore ormonale. Se vuoi capire quanto conta l’ormone maschile per chi si allena, ho scritto un pezzo dedicato ai benefici del testosterone.
Diete low-fat e testosterone: cosa dice la scienza
Le diete low-fat abbassano il testosterone negli uomini. Una meta-analisi di studi d’intervento ha mostrato che passare da una dieta ricca di grassi a una low-fat riduce sia il testosterone totale sia quello libero, con un effetto ancora più marcato negli uomini di origine europea.
È il punto che dovrebbe far riflettere chiunque, dopo i 40, stia pensando di “mangiare più leggero” tagliando i grassi. Quella meta-analisi ha raccolto 6 studi d’intervento su uomini e ha trovato cali significativi del testosterone totale, del testosterone libero e del diidrotestosterone quando si passava a un regime a basso contenuto di grassi. L’analisi per sottogruppi mostrava un effetto più forte proprio negli uomini europei e nordamericani.[3]
Mettiamola così: dopo i 40 il testosterone tende già a scendere per conto suo, un po’ ogni anno. Aggiungere una dieta che lo abbassa ulteriormente è come togliere olio a un motore che gira già caldo. Meno testosterone significa meno facilità a mettere muscolo, più fatica a perdere grasso, meno energia e libido più bassa. Se il tema ti interessa, leggi come aumentare il testosterone in modo naturale partendo proprio dall’alimentazione.
Low-fat contro low-carb: quale ha senso?
Nessuno dei due estremi è obbligatorio, ma tra i due la dieta low-fat è quella che ha meno senso per l’uomo che si allena. I grassi hanno una soglia minima da rispettare per la salute ormonale; i carboidrati no. Per questo, se proprio devi ridurre qualcosa in fase di definizione, ha più senso agire prima sui carboidrati che sui grassi.
Attenzione: non sto dicendo di eliminare i carboidrati. Sto dicendo che i carboidrati sono il macronutriente “flessibile”, da regolare in base al tuo fisico e a quanto ti alleni, mentre grassi e proteine hanno un pavimento sotto il quale non conviene scendere.
- ✔ Proteine: soglia fissa (~1,6-2 g/kg), non si toccano.
- ✔ Grassi: soglia minima (~30% delle kcal) per gli ormoni, non si tagliano.
- ➜ Carboidrati: variabile individuale, è qui che si regola l’apporto calorico.
Questa è la logica con cui imposto le diete: prima si blindano proteine e grassi, poi si gioca coi carboidrati. Ho spiegato nel dettaglio come i carboidrati incidono su massa e definizione in un articolo dedicato.
Quanti grassi mangiare davvero (e quali)
Un uomo che si allena dovrebbe assumere almeno il 30% delle calorie dai grassi, circa 1 g per kg di peso corporeo, privilegiando le fonti animali e naturali. Non conta solo la quantità: conta la qualità. Meglio grassi da carne, pesce azzurro, uova, olio d’oliva e frutta secca, che grassi nascosti nei cibi ultra-processati.
Facciamo un esempio pratico per un uomo di 80 kg: parliamo di circa 80 g di grassi al giorno, che tra un paio di uova, del pesce, un filo d’olio d’oliva e una manciata di noci si raggiungono senza sforzo. Non è “sgarrare”: è nutrirsi.
Tra i grassi da non far mancare ci sono gli omega-3 del pesce grasso, utili per articolazioni, cuore e infiammazione — tutti temi caldi dopo i 40. Se il pesce azzurro sulla tua tavola scarseggia, un buon olio di fegato di merluzzo come Vikings Omega aiuta a coprire il fabbisogno di EPA e DHA. Quello che invece va ridotto non è il grasso in sé, ma il grasso “sporco” del junk food, spesso in coppia con zuccheri raffinati.
Le diete low-fat dopo i 40 anni
Dopo i 40 le diete low-fat sono particolarmente controproducenti. In questa fascia d’età il testosterone cala fisiologicamente, il recupero è più lento e la sensibilità muscolare agli stimoli si riduce: tagliare i grassi peggiora proprio le leve — ormoni, energia, recupero — su cui l’uomo maturo deve puntare per restare in forma.
Il quarantenne che vuole rimettersi in forma spesso commette l’errore di partire con la dieta “della nonna a dieta”: pane e marmellata, pasta scondita, niente carne rossa, niente uova intere. Dopo due settimane è più stanco, più affamato e col morale sotto i tacchi. Normale: sta affamando la sua stessa fisiologia.
La strada spartana è l’opposto: cibo vero e nutriente, grassi buoni senza paura, proteine adeguate e carboidrati tarati sul proprio corpo. È così che si difende il muscolo e si tiene alto il testosterone mentre si perde grasso, la logica alla base della ricomposizione corporea. Ricorda anche che, dopo i 40, il recupero vale quanto l’allenamento: e senza grassi e nutrienti adeguati, non recuperi.
A chi possono servire (l’onestà intellettuale)
Una restrizione temporanea dei grassi può avere senso solo in contesti clinici specifici e sotto controllo medico, per esempio in presenza di determinate patologie del metabolismo dei grassi o problemi di digestione. Fuori da questi casi, per l’uomo sano che si allena, la dieta low-fat spinta non offre vantaggi.
Sono onesto: non tutto è bianco o nero. Esistono situazioni mediche in cui un professionista può indicare una temporanea riduzione dei grassi. Ma è tutt’altra cosa dalla dieta low-fat “fai da te” adottata per dimagrire, che non funziona meglio delle altre e in più abbassa il testosterone.
Se hai una patologia, la regola è una sola: si decide col medico, non con l’articolo su internet (nemmeno il mio). Per tutti gli altri — la stragrande maggioranza — la risposta è mangiare i grassi giusti, non eliminarli.
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Tagliare i grassi è solo uno dei tanti consigli sbagliati che tengono fermo l’uomo dopo i 40. Il programma Massa da Spartano ti dà allenamento, alimentazione e progressione pensati per ricostruire forza, massa e testosterone senza mode né digiuni assurdi.
Domande frequenti sulle diete low-fat
Le diete low-fat fanno dimagrire di più?
No. A parità di calorie non sono superiori ad altre diete, e nei confronti a lungo termine le diete low-carb portano a una perdita di peso leggermente maggiore.[1] Se dimagrisci con una low-fat è perché mangi meno, non perché hai tolto i grassi.
I grassi fanno ingrassare?
Non di per sé. Si ingrassa per un eccesso di calorie totali, non per il singolo nutriente. I grassi sono anzi molto sazianti e indispensabili per gli ormoni. Il problema non è l’uovo o l’olio d’oliva, ma il surplus calorico e il junk food.
Quanti grassi deve mangiare un uomo che si allena?
Almeno il 30% delle calorie, circa 1 g per kg di peso. Per un uomo di 80 kg sono all’incirca 80 g al giorno, da fonti nobili come carne, pesce azzurro, uova, olio d’oliva e frutta secca.
È vero che togliere i grassi abbassa il testosterone?
Sì. Una meta-analisi di studi d’intervento ha mostrato che le diete low-fat riducono testosterone totale e libero negli uomini, con effetto più marcato negli uomini di origine europea.[3] Dopo i 40, dove il testosterone cala già da solo, è un errore che si paga caro.
Meglio low-fat o low-carb per definire?
Meglio partire dai carboidrati. In definizione si tengono alte le proteine, si mantengono i grassi sopra la soglia minima e si riducono soprattutto i carboidrati, che sono il macronutriente più flessibile. I grassi hanno un pavimento sotto cui non conviene scendere.
Posso mangiare uova e carne rossa se voglio dimagrire?
Sì, e dovresti. Uova intere e carne rossa di qualità sono ottime fonti di proteine e grassi utili al testosterone. Nel contesto di una dieta con le calorie giuste e cibo vero, non sono il problema: sono parte della soluzione.
Chi ha scritto questo articolo
Filippo Pagani — Personal trainer certificato CONI; nel 2021 ha ottenuto la certificazione di Menno Henselmans (tra i più importanti esperti di fitness a livello europeo). Con i suoi programmi, tradotti in 4 lingue, ha aiutato oltre 100.000 uomini e donne in tutto il mondo. Non sai da dove partire? Scopri il tuo somatotipo e imposta la strategia giusta per te.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. In caso di patologie, dislipidemie, problemi digestivi, allergie o intolleranze, gravidanza, allattamento o assunzione di farmaci, consulta il medico prima di modificare l’alimentazione.
Referenze scientifiche
Per consultare uno studio, copia e incolla il link nel browser.
- Tobias DK, Chen M, Manson JE, Ludwig DS, Willett W, Hu FB. Effect of low-fat diet interventions versus other diet interventions on long-term weight change in adults: a systematic review and meta-analysis. Lancet Diabetes Endocrinol. 2015;3(12):968-979. doi:10.1016/S2213-8587(15)00367-8 — https://doi.org/10.1016/S2213-8587(15)00367-8
- Volek JS, Kraemer WJ, Bush JA, Incledon T, Boetes M. Testosterone and cortisol in relationship to dietary nutrients and resistance exercise. J Appl Physiol. 1997;82(1):49-54. doi:10.1152/jappl.1997.82.1.49 — https://doi.org/10.1152/jappl.1997.82.1.49
- Whittaker J, Wu K. Low-fat diets and testosterone in men: Systematic review and meta-analysis of intervention studies. J Steroid Biochem Mol Biol. 2021;210:105878. doi:10.1016/j.jsbmb.2021.105878 — https://doi.org/10.1016/j.jsbmb.2021.105878
Fonte: PubMed.



7 replies to "Diete Low Fat: come correre ai ripari"
Ciao Filippo, le feste sono andate bene e lo spero anche x te, io in queste feste un po mi sono lasciato andare anche perché non avevo testa di continuare a tenermi con tutto il ben di dio che si presentava in tavola, cmq ho proso scarsi 2 kg ma già da oggi si ritorna a mangiare come si deve, dammi un consiglio sulla dieta dato che sono come te, Endomorfo e….. Non ricordo più l’altro nome, dato che ho 52 anni ed alle spalle 20 di BB, puoi immaginare le diete che ho fatto anche perché ero un agonista, perciò di diete ne ho 2 palle credimi, ma cerco di tenermi nel mangiare, dammi un alimentazione adeguata per fare mantenimento, se puoi si intende.
Con gli allenamenti sto seguendo le schede che hai pubblicato e mi trovo abbastanza bene, del resto vedi se puoi aiutarmi grazie.
Quali schede di allenamento?
Ciao Filippo!!
Ma quindi un ectomorfo che per natura deve assumere più carboidrati ma al contempo non può elevare troppo i grassi è più predisposto a patologie cardiovascolari, diabete ecc?
Infine per non “esagerare” con la frutta secca qual è il quantitativo consigliato giornaliero?
Buon anno nuovo anche a te!
Ciao Francesco, si parla di “giusta” quantità di grassi nell’articolo. Leggi qua -> https://fisicodaspartano.com/ectomorfi-dieta-allenamento-e-integrazione/
Ciao filippo ok, si io prendo 200mcg di vit. K2 e 6000 ui di vit. D pensi che il rapporto di K2 E V. D vadano bene?
Grazie.
Ciao Filippo purtroppo e stato uno sgarro unico, però mi sono allenato con costanza, ma da oggi si riparte a rispettare l’alimentazione .
Quando ci sarà la prossima raccolta da analisi? Grazie
Luigi, questo è il blog pubblico non l’area riservata dei corsi. Posta la domanda sul nostro gruppo Facebook privato 😉